Tessuti dentali: lo smalto (Enamel)

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Facendo clic sui termini tecnici in grassetto nell’articolo, potrete conoscere la loro traduzione e definizione inglese, oppure andate direttamente al seguente link: DenteTessuti_Laguzzi


LO SMALTO

Lo smalto è il tessuto che ricopre la corona anatomica del dente. È trasparente, per cui lascia intravedere il colore avorio della dentina sottostante, ed è acellulare (privo di cellule). Esso costituisce il tessuto più duro del corpo umano.

COMPOSIZIONE

È composto per circa il 96% da fosfato di calcio cristallizzato in idrossiapatite formula chimica: Ca5 (PO4)3OH -, l’ 1% da matrice organica e il restante 3% da acqua.

I cristalli lineari di idrossiapatite sono organizzati in prismi che dalla dentina si estendono verso la superficie del dente.

I prismi sono costituiti da una testa di forma poligonale (in figura 1 indicata con la lettera A) e una coda (in figura 1 indicata con lettera B), che si insinua tra i prismi adiacenti.

I prismi si dispongono in maniera perpendicolare rispetto alla superficie dentale e mostrano un decorso tortuoso e irregolare. Per un effetto ottico, in sezioni longitudinali del dente, essi generano un’alternanza di bande chiare e scure, chiamate bande di Hunter-Schreger (figura 2).

fig. 1 enamel prisms
Fig. 1 Enamel Prisms
Fonte: uky.edu
Fig. 2 Hunter-Schreger bands http://www.kck.usm.my/ppsg/histology/E_11.htm
Fig. 2 Hunter-Schreger Bands
Fonte: kck.usm.my

I prismi sono generati dagli ameloblasti durante la amelogenesi (fase di formazione dello smalto dei denti), tramite i processi del Tomes (lunghe propaggini cellulari).

Le deposizioni giornaliere della matrice dello smalto conferiscono ai prismi un caratteristico aspetto striato (strie trasversali). A intervalli irregolari si distinguono anche le strie del (di) Retzius, o strie incrementali, di aspetto scuro e concentrico, formatesi a seguito di brevi pause fisiologiche nella secrezione del tessuto. La prima stria del Retzius a formarsi dopo la nascita è particolarmente evidente e prende il nome di linea neonatale.

Fig. 3 Lines of Retzius
Fonte: http://www.uky.edu

Esistono anche zone dello smalto dove non vi sono prismi, si tratta del cosiddetto smalto aprismaticopresente negli strati più profondi o più superficiali sia dei denti decidui dei bambini sia dei denti usurati degli anziani.

Lo smalto presenta inoltre numerose anomalie strutturali:

le lamelle: piccole fenditure ipomineralizzate che si estendono dalla superficie dello smalto alla giunzione amelo-dentinale, ossia il confine tra smalto e dentina (fig. 4, C);

i ciuffi dello smalto (fig. 4, A): aree ipomineralizzate che dalla giunzione amelo-dentinale solcano lo smalto per un breve tratto con decorso ondulato;

i fusi dello smalto (fig. 4, B): brevi prolungamenti della dentina rimasti “intrappolati” nello smalto durante l’amelogenesi.

fig. 4 Enamel Spindles & Tuftshttp://www.uky.edu/~brmacp/oralhist/module6/lab/imgshtml/imgxl21.htm
Fig. 4 Enamel Spindles & Tufts
Fonte: http://www.uky.edu

Fra un prisma e l’altro si interpone l’esigua matrice organica dello smalto, composta da due classi di proteine: le enameline e le amelogenine.

CARATTERISTICHE

Pur essendo un tessuto molto duro, lo smalto va incontro a lesioni di vario tipo:

DISSOLUZIONE ACIDA DEI MINERALI DELLO SMALTO (erosione):

l’idrossiapatite è scarsamente solubile, ma può diventarlo quando si trova in ambiente acido. All’interno del cavo orale gli acidi organici – acidi che dallo stomaco tornano alla bocca (fattori intrinseci) o acidi presenti nella dieta (fattori estrinseci) – diffondono prima sulla superficie dello smalto, quindi penetrano gli spazi interplasmatici e dissolvono le strutture prismatiche, liberando il fosfato di calcio.

Questo processo prende il nome di demineralizzazione. Si tratta però di un processo reversibile, in quanto in condizioni normali gli ioni derivanti dai fosfati di calcio naturalmente presenti nella saliva intervengono nella remineralizzazione dello smalto, mantenendo un equilibrio dinamico stabile tra i due processi (Buffering capacity).

Il fluoro  naturalmente presente nelle acque e aggiunto in molti dentifrici – favorisce il processo di remineralizzazione: esso si lega alla idrossiapatite e la trasforma fluorapatite, elemento chimico caratterizzato da una struttura molecolare che lo rende più resistente all’attacco degli acidi. Tuttavia se le aggressioni degli acidi sono frequenti e prolungate prevalgono gli effetti della demineralizzazione.

 

CONSUMO MECCANICO DELLO SMALTO (usura):

vi sono diverse cause – tutte di tipo meccanico – che portano al consumo dello smalto ed esiste una nomenclatura precisa a tal riguardo. Si parla di:

se il consumo del tessuto riguarda le superfici occlusali ed è prodotto dallo sfregamento dei denti durante la masticazione o il bruxismo (serramento o digrignamento involontario dei denti);

se causata dal contatto ripetuto con un agente fisico. Tipicamente tale traumatismo si riscontra nella zona cervicale ed è provocato da un uso scorretto dello spazzolino, specie se associato a setole dure e paste dentifricie abrasive;

se la lesione localizzata nella zona del colletto non è imputabile allo sfregamento dello spazzolino ma a forze masticatorie anomale dovute, ad esempio, da interferenze occlusali.

Lesioni di questo tipo, oltre ad avere conseguenze estetiche (ingiallimento del dente), causano un aumento del rischio di sviluppare una patologia cariosa e sono spesso causa di forte ipersensibilità dentale, dovuta a una maggiore esposizione della dentina.


Per conoscere la traduzione inglese dei termini tecnici in grassetto nell’articolo, cliccare sul seguente link:  DenteTessuti_Laguzzi

Per approfondire:

Glossary of Enamel Microstructures

Oral Histology, A Digital Laboratory and Atlas, University of Kentucky

L’esame delle superfici dentinali sclerotiche al microscopio elettronico a scansione

Enamel Structure, Research Journal of Biological Sciences

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