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TESSUTI DENTALI: LA DENTINA (Dentin)

Facendo clic sui termini tecnici in grassetto nell’articolo, potrete conoscere la loro traduzione e definizione inglese, oppure andate direttamente al seguente linkDenteTessuti_Laguzzi

La dentina è la sostanza che si trova al di sotto dello smalto (nella zona coronale del dente) e al di sotto del cemento (nella zona radicolare). Rispetto allo smalto è un tessuto meno mineralizzato e quindi meno duro, ma più resistente.

Fig. 1 OdontoblastsFonte: en.wikipedia.org
Fig. 1 Odontoblasts
Fonte: en.wikipedia.org

COMPOSIZIONE

È composta per circa il 70% da materiale inorganico (idrossiapatite) e per il restante 30% da materiale organico e acqua.

IL PROCESSO DI FORMAZIONE DELLA DENTINA

Il processo che porta alla formazione della dentina è detto dentinogenesi. La dentina ha origine dal mesoderma (mentre lo smalto ha una duplice origine: dal mesoderma e dall’ectoderma). I responsabili della dentinogenesi sono gli odontoblasti (Fig. 1), cellule dotate di un corpo e di prolungamenti (detti processi degli odontoblasti o fibre del Tomes) generate a partire da cellule indifferenziate presenti nella polpa dentale.

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TESSUTI DENTALI: LO SMALTO (Enamel)

Facendo clic sui termini tecnici in grassetto nell’articolo, potrete conoscere la loro traduzione e definizione inglese, oppure andate direttamente al seguente link: DenteTessuti_Laguzzi

Lo smalto è il tessuto che ricopre la corona anatomica del dente. È trasparente, per cui lascia intravedere il colore avorio della dentina sottostante, ed è acellulare (privo di cellule). Esso costituisce il tessuto più duro del corpo umano.

enamel prisms
Fig. 1 Enamel Prisms
Fonte: uky.edu

COMPOSIZIONE

È composto per circa il 96% da fosfato di calcio cristallizzato in idrossiapatite  formula chimica: Ca(PO4)3OH -, l’ 1% da matrice organica e il restante 3% da acqua.

I cristalli lineari di idrossiapatite sono organizzati in prismi che dalla dentina si estendono verso la superficie del dente.

I prismi sono costituiti da una testa di forma poligonale (in figura 1 indicata con la lettera A) e una coda (in figura 1 indicata con lettera B), che si insinua tra i prismi adiacenti.

I prismi si dispongono in maniera perpendicolare rispetto alla superficie dentale e mostrano un decorso tortuoso e irregolare. Per un effetto ottico, in sezioni longitudinali del dente, essi generano un’alternanza di bande chiare e scure, chiamate bande di Hunter-Schreger (figura 2).

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DENTI: DIVISIONE IN TERZI (Division into thirds)

divisione in terzi
Fig. 1

L’espressione inglese “the apical third of the fixture”  in italiano corrisponde a  “il terzo apicale dell’impianto”. Ma sapete cosa si intende per “terzo apicale”?  Si tratta della parte terminale – verso l’apice – dell’impianto. Questa espressione deriva dalla divisione in terzi del dente, un metodo molto efficace per individuare con precisione una piccola porzione di dente (o, nel caso citato, una zona dell’impianto, a sua volta considerato come una radice artificiale), e indicare ad esempio la posizione di una carie rispetto al dente interessato.  Vediamo dunque di capire meglio questa nomenclatura.

Anzitutto sia la corona che la radice del dente vengono divise in tre parti o, appunto, in terzi. Più esattamente, le facce delle corona vengono divise in senso orizzontale e in senso verticale, mentre la radice viene divisa solo orizzontalmente (Fig. 1). Ogni terzo prende poi il proprio nome a seconda della sua posizione rispetto alla faccia del dente in questione.

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TRADURRE IL TERMINE INGLESE DRUG 

La prima condizione necessaria per un’esposizione scientifica chiara e rigorosa – nonché la prima abilità del traduttore – è la corretta scelta dei termini. Compito solo apparentemente facile che non si può esaurire nella consultazione di glossari più o meno specialistici. Spesso, infatti, due lingue hanno modi diversi di concettualizzare la realtà, tanto che l’esatta sinonimia tra lingua di partenza e lingua d’arrivo è da considerarsi un’eccezione piuttosto che la regola. (Hervey S. e Higgins I. Thinking Translation, in Federica Scarpa, La traduzione specializzata, Hoepli Editore, Milano 2008, p. 186.)

Un esempio di mancata corrispondenza monosemica nella coppia linguistica inglese > italiano è il sostantivo drug, per il quale vi è polisemia nella lingua di partenza (ossia ha più significati) e monosemia (un solo significato) nella lingua d’arrivo.

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